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PUGLIA - TARANTO
CASALE DI MARUGGIO
I Templari in Puglia: Maruggio
In un atto datato 9 ottobre 1320, facente parte dei registri della Cancelleria
Angioina, si ha riferimento di un insediamento templare a Maruggio. In questo
documento si legge che il casale di Maruggio un tempo fu proprietà dei cavalieri
del Tempio.
Nei registri di Carlo I d’Angiò viene riportato che la famiglia De Marresio era
feudataria di Maruggio, dove si trovava un commenda gerosolimitana, senza ulteriore
specificazione.
La denominazione gerosolimitano, trattando di ordini monastico-cavallereschi,
viene di solito attribuita ai Giovanniti.
Gli studiosi sostengono che nel caso di Maruggio si sia fatta confusione fra
Giovanniti e Templari, anch’essi di fatto gerosolimitani, poiché il loro ordine
venne fondato a Gerusalemme (Ordine del Tempio di Gerusalemme).
I De Marresio ottennero il feudo di Mareggio in epoca normanna, probabilmente
dopo il 1130, quando Ruggero II unificò il ducato di Puglia e di Calabria dando
vita al Regno di Sicilia.
Era questo il periodo di ascesa dell’Ordine del Tempio e , i De Marresio consentirono
ai Templari di fondare una mansione nel proprio feudo, o, addirittura, concedettero
loro in affitto il casale con l’annesso castello.
Tra le attività svolte dai cavalieri a Maruggio sono da ricordare i lavori di
bonifica e di prosciugamento dei terreni paludosi che circondavano la zona, nonché
l’estrazione del sale dalle acque degli stagni costieri.
Nel marzo 1308 anche i Templari di Maruggio furono arrestati e approfittando
di ciò Giovanna Caballaro si sarebbe impossessata della mansione templare e dei
loro beni o quanto meno li ebbe in custodia dal giudice Pietro Porcario di Aversa,
responsabile dei beni templari in Terra d’Otranto.
Nel maggio 1312 papa Clemente V decretò l’assegnazione dei beni dei Templari
ai Giovanniti e probabilmente la Caballaro si rifiutò di consegnare il feudo ai
nuovi legittimi proprietari: la consegna avvenne solo nel 1317, forse dietro intimidazione
di Roberto d’Angiò, e in cambio dell’ingresso nell’Ordine Giovannita del figlio
di Giovanna Caballaro, Nicola de Pandis.
In merito all’ubicazione dell’insediamento ci sono due ipotesi: in un edificio
nei pressi del luogo in cui, nel XV secolo, i cavalieri di Malta edificarono il
proprio castello, oppure, si può ipotizzare che fosse ubicata presso la Madonna
del Verde, cappella del cimitero, e possesso dei Cavalieri di Malta.
La chiesa anticamente era intitolata a Santa Maria del Tempio, come si può notare
da una lapide del 1585, quando la chiesa venne ricostruita: “Templum D.Marie Virgini
dicatum vetustate collapsum”, ove D. starebbe per Domini e con l’espressione Templum
Domini di solito ci si riferiva ai Templari.
Non è da escludere che entrambi gli edifici fossero dei Templari e come riscontrato
a Vulci, nella Maremma laziale, il precettore e i cavalieri presidiavano il castello,
mentre dei sergenti erano insediati presso la Chiesa della Madonna del Verde.
I Giovanniti, divenuti poi cavalieri di Rodi e poi di Malta, ebbero una Commenda
a Maruggio sino al 1819.
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