Si narra che, presso la Badia di San Vittore, vivessero due giovani tanto innamorati
quanto ostacolati dalle reciproche famiglie che tentarono di impedire in ogni
modo la loro unione. Fu per questo motivo che i due, presi dalla disperazione,
nel silenzio di una notte, abbandonarono le proprie abitazioni e si rifugiarono
presso il Monte della Valle per nascondersi nel buio della foresta fino al momento
in cui le loro famiglie avessero finito di contrastarli. Si rifugiarono presso
una grotta e ne fecero il loro nido d’amore. Una sera però, verso l’imbrunire,
la giovane svenne all’interno della grotta e quando si svegliò aveva le sembianze
di una capra. Corse subito dal suo innamorato e dopo avergli spiegato che le forze
del demonio l’avevano ridotta in quello stato, gli dette un ultimo saluto e scomparve
attraverso una fenditura della grotta.
Il giovane amante cercò la sua bella in lungo e in largo per tre giorni e tre
notti finchè stanco e senza forze cadde e sbattè la testa su un masso vicino alla
grotta. Il sortilegio colpì anche lui, e si tramutò in una pietra posizionata
all’ingresso di quest’ultima, come fosse di guardia. Si tramanda che, in quello
stesso luogo, ogni sera al calar del sole, una capra esce dalla grotta correndo
e il suo lamento si sente per tutta la vallata facendo tremare ogni essere vivente
e il sibilo del vento sembra un sogghigno del male.