Nel Salento, zona tra le più belle e affascinanti della Puglia, si trovano molti
piccoli paesi che conservano una ricca tradizione di streghe alle spalle. Tutta
la zona, oltre ad essere nota per l'incantevole paesaggio terrestre e marino,
fu nei secoli testimone di eventi misteriosi. Ad esempio nei pressi di Uggiano,
si trova un noce dove si riunivano le streghe, il “Noce del mulino a vento”. Gli
anziani del paese raccontano la storia della strega che una notte scomparve per
recarsi al sabba e di come suo marito nel cercare di raggiungerla sbagliò unguento
e formula magica e si ritrovò a volteggiare nell’aria sballottato da raffiche
di vento.
Oria, invece, è la città delle nebbie, le sue case sono abarbicate su una collina in
vetta alla quale spicca un meraviglioso castello fatto costruire da Federico II
e appartenuto inseguito a molteplici re. Secondo la leggenda delle nebbie di Oria,
raccontata da Erodono, la città fu costruita dai Cretesi col nome di Hyrie, ma
dovettero affrontare un enorme problema: ogni volta che tentavano di erigere la
cinta muraria a protezione della città, questa crollava inspiegabilmente. Dopo
aver chiesto aiuto ai sacerdoti, il re decise che le mura del paese dovevano essere
unte col sangue di una vergine. Saputa la funesta notizia, tutte le famiglie nascosero
le loro figliole, tutte tranne quella di una povera contadina che uscita nel bosco
per recuperare un po’ di legna per sé e la propria bambina al ritorno scoprì che
la propria piccola era stata rapita. La contadina, che era anche una temibile
maga, straziata dal dolore lanciò una maledizione sull’intera città urlando “Possa
tu Oria fumare nei secoli come fuma ora il mio cuore!” e così da allora la città
sarebbe spesso circondata da una strana nebbia che sale all’improvviso.
Nella provincia di Lecce si trova Soleto patria di Matteo Trafuri noto alchimista
della seconda metà del Quattrocento, la sua fama e il suo vasto sapere gli fecero
guadagnare il nome di “Socrate di Soleto” fino a quando accusato di stregoneria
fu condannato dalla Santa Inquisizione. Oggi è ancora possibile vedere la sua
abitazione, nel centro storico di Soleto e sulla quale si trova un’iscrizione”Umile
so net umiltà me basta. Dragon diventaron se alcun me tasta.” Sembra sia dovuta
a lui la costruzione, in una sola notte, della Guglia Orsini (il campanile del
paese). La leggenda narra che avessero collaborato con lui streghe e demoni stessi,
quattro dei quali sarebbero rimasti pietrificati ai quattro angoli del campanile.