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TORINO
IL MONTE MUSINE'
Il monte Musinè, che in dialetto piemontese significa "asinello", si trova a
20 km da Torino, sulla strada che porta verso la Val di Susa.
Sul monte Musinè sono stati scoperti i resti di una ignota civiltà perduta. Alcuni
sostengono siano i resti di una cultura di esseri prediluviani dalle enormi proporzioni,
“dei Giganti”; altri ritengono che si tratti di esseri alieni, simili agli enigmatici
“Mostri dalla Testa Rotonda”, ritrovati perfino in Africa nel Tassilli.
Intorno al Monte Musinè, una delle più misteriose alture d’Italia, ruotano molte
leggende, descritto da H. P. Lovecraft come una “landa devastata dove nulla attecchisce,
nulla riesce a crescere, nulla vive, tranne secchi cespugli invasi dalle vipere”.
Una delle più famose è quella secondo cui Erode, re di Giudea, sorvolerebbe per
l’eternità la tetra montagna rinchiuso in un carro di fuoco come punizione per
la strage degli innocenti.
Gli appassionati di Ufo assegnano le luci ad astronavi extraterrestri che avrebbero
una loro base segreta all’interno della montagna. Qui ci sarebbe anche una “grotta
incantata”, intorno alla quale ruotano molte leggende. Secondo alcuni essa è abitata
da lupi mannari e da spettri urlanti dannati che vagano nella penombra e ogni
1° maggio, si darebbero appuntamento streghe, maghi e licantropi per inneggiare
le forze del male ;secondo altri essa è il nascondiglio di un drago d’oro. Si
narra perfino che un giovane di nome Gualtiero fosse penetrato nella grotta abitata
da un mago, che fuggì su un carro di fuoco, facendo ritorno al suo rifugio di
tanto in tanto. Come in altre civiltà asiatiche, americane ed africane il drago
come il serpente, simboleggia da sempre l’infinito e il volo, e spesso appare
accanto al segno solare.
La figura del drago è incisa sul Musinè vicino a questo segno , atta a simboleggiare
l’infinito e il volo, e sotto una serie di piccole sculture che sembrerebbero
un ammasso stellare. A poca distanza del monte, nei pressi di Caprie in Val di
Susa, una lama di pietra guarda uno precipizio di 150 metri, sovrastata da segni
solari. La roccia sembrerebbe proprio un serpente rozzamente inciso, simile a
quello Algajiola in Corsica o in certe altre silitizzazioni dell’arte Maya.
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