C'era una volta un papà di nome Sorapiss e una bambina di nome Misurina. Il papà
era un gigante e la bambina tanto carina e tanto piccina gli stava nel palmo della
mano, ma era anche così vivace e monella da essere la disperazione di tutti al
castello. Misurina rubava la parrucca ai valletti, calpestava lo strascico alle
dame di compagnia, rovesciava la cipria. Il papà la scusava e Misurina cresceva
sempre più insopportabile con certi desideri e pretese che la luna era nulla per
lei! Misurina era anche molto curiosa ed un giorno la nutrice le parlò dello specchio
“tuttosò” dove bastava specchiarsi o far specchiare qualcuno per sapere tutto
quello che si vuole sapere di lui o di lei. Misurina corse dal papà tutta eccitata
e tra pianti ed urla gli strappò la promessa del nuovo regalo, ma quando Sorapiss
seppe che si trattava dello specchio “tuttosò”, impallidì. Lo specchio apparteneva
alla fata del Monte Cristallo. Sorapiss si mise in testa la corona e si recò al
castello della fata che abitava proprio di fronte. La fata si mise a ridere e
disse che conosceva Misurina dalle strilla dei suoi capricci; accondiscese a dare
a Sorapiss lo specchio ad un patto. Il suo giardino era battuto dal sole e aveva
bisogno di una montagna che gli facesse ombra: Sorapiss avrebbe dovuto trasformarsi
in quella montagna! Il re sudò freddo eppure accettò. Allora la fata che lo vide
così smorto, gli propose di tornare al castello e dire a Misurina a che condizione
poteva avere lo specchio “tuttosò” e se lei per amore del padre non avesse accettato,
poteva rimandarglielo. Sorapiss tornò al castello e Misurina l'attendeva sullo
spalto più alto; la prese in mano e le riferì l'ambasciata della fata. Misurina
gli disse di non pensarci che doveva essere bellissimo diventare una montagna
e coprirsi di boschi e prati su cui lei poteva correre. La condanna era stata
decretata e non appena afferrò lo specchio, Sorapiss si ampliò, gonfiò, impietrò
e si trasformò nella montagna che ancora si erge di fronte al Monte Cristallo.
Misurina trovandosi a quell'altezza, sulla cresta di una montagna nuda e bianca
lanciò un grido terribile e precipitò giù con lo specchio. Allora dagli occhi
semispenti di Sorapiss iniziarono a scendere lacrime e lacrime finchè gli occhi
si spensero del tutto. Con quelle lacrime si è formato il lago sotto cui giacciono
Misurina e lo specchio e in cui Sorapiss si riflette e cerca la sua bimba morta.