La leggenda narra che sul Monte Tiriolo sorgeva un bellissimo castello nel quale
viveva il re Nilio, giovane e aitante, con i suoi genitori. Avvenne un giorno
che cavalcando lungo le pendici del colle al tramonto il re Nilio vide una fanciulla
biondissima che abitava nel paese sottostante, ma estremamente povera e se ne
innamorò perdutamente. La madre desiderava una fanciulla di pari rango e non concesse
il suo benestare al matrimonio, anzi lanciò sul figlio una terribile maledizione:
se il re Nilio si fosse esposto al sole si sarebbe liquefatto in un baleno! Il
re si sposò ugualmente ed ebbe anche un pargoletto pure biondo biondo. Purtroppo
il re doveva vivere nascosto in una grotta e solo durante la notte raggiungeva
la moglie e il figlio attraverso un passaggio sotterraneo. Avrebbe voluto stare
sempre con loro e cullava il pargoletto auspicando che un giorno il gallo non
cantasse. Le fate ebbero compassione di lui e lo esaudirono; un giorno il gallo
non cantò. Ahimè! Quando il re se ne avvide era ormai giorno fatto e mentre tentava
di tornare alla grotta, i raggi del sole lo sciolsero. Il servo che lo accompagnava
se ne accorse e gli chiese con insistenza a chi voleva lasciare i suoi beni ed
il re per dispetto disse che voleva lasciarli al diavolo. Ecco che i denari del
re Nilio giacciono ancora nascosti in una delle grotte scavate nella roccia calcarea
del Monte Tiriolo, a cui nessuno tenta di avvicinarsi per paura del diavolo.