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CAMPANIA – NAPOLI
LA LEGGENDA DEL PRINCIPE DEL MISTERO
Quando vi capiterà di gironzolare per Napoli, dovete assolutamente imboccare
il vicolo buio che si trova fra piazza San Domenico Maggiore e via Nilo, dove
si trova la Cappella Sansevero. Tale cappella è quanto rimane di più enigmistico
legato alla vita di Raimondo De Sangro. Raimondo De Sangro, principe di Sansevero,
nacque a Foggia nel 1710; orfano di madre sin dalla tenera infanzia, fu affidato
dal padre alle cure del nonno che si avvide ben presto del vivido spirito e dell'ingegno
del nipotino da mandarlo a Roma alla scuola dei Gesuiti. Ritornò in seguito a
Napoli. Si occupò di alchimia, chimica, fu scienziato, viaggiatore, scrittore,
occultista e mago. Creò leghe metalliche ancora in uso, distillò l'acqua marina
per farne acqua potabile, inventò farmaci tra cui la penicillina e la streptomicina
contro le infezioni. Raimondo De Sangro decise di far diventare la cappella Sansevero,
realizzata nel Cinquecento, quella della famiglia e la abbellì con affreschi dai
colori indelebili derivanti da un processo alchemico quasi fotografico; le iscrizioni
sul marmo sono impresse abbassando il marmo interno con speciali acidi e lasciando
in rilievo le parole. Raimondo arricchì la cappella con sculture dei maggiori
artisti dell'epoca: il Disinganno che rappresenta un uomo nudo che si dibatte
sotto una rete scolpito in un unico blocco di marmo dal Quirolo, dove la rete
è talmente aerea e sottile da sembrare irreale, a significare il padre che si
libera dal peccato; il Pudore del Corradini in rappresentanza della madre, fatta
di un marmo speciale che illuminato sembra irradiare luce propria dal di dentro;
il Cristo Velato opera di Giuseppe Sammartino che mostra Gesù morto coperto da
un sudario, dove in trasparenza si vedono addirittura le vene del corpo. Raimondo
De Sangro segregò lo scultore finchè non finì il lavoro e poi lo accecò perchè
non potesse ripetere tale capolavoro. Quello che più impressiona però sono le
Macchine Anatomiche conservate in due armadi nella cavea della cappella. Le Macchine
Anatomiche sono due figure umane: un uomo e una donna incinta in cui un taglio
cesareo ci mostra il feto. Si tratta probabilmente di due servitori di colore
del principe completamente metallizzati ovvero scarnificati, ma conservati nelle
ossa, nei bulbi oculari, nel cuore e nel sistema sanguigno venoso e arterioso.
In che modo abbia ottenuto un simile abominio non si sa, molti scienziati hanno
analizzato i frammenti ma senza scoprire il processo alchemico sotteso. Si sa
solo che al momento dell'esperimento i soggetti erano vivi!
Per tutta la vita inoltre Raimondo De Sangro fu ossessionato dall'immortalità:
si fece tagliare a pezzi da un servitore e chiudere in una cassa con metalli nobili
dosati. Dopo un certo periodo di tempo le parti del corpo del principe avrebbero
dovuto subire un processo rigenerativo. I parenti però convinti che nella cassa
ci fosse un tesoro, l'aprirono prima del tempo e il principe non ancora rigenerato
morì tra atroci sofferenze.
Isabella Lughezzani: l.isabella@itineraridelmistero.com
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