LA VERA ORIGINE DEL NOME “MALCONTENTA”

La leggenda della bella Elisabetta Foscari sembra risalire al 1800, allorchè la villa versava in completo abbandono dopo che i Foscari se ne erano andati con la caduta della Repubblica di Venezia e grandi salici piangenti bagnavano le loro chiome nelle acque adiacenti. La cultura romantica del tempo elaborò la leggenda di una donna infelice che qui era stata rinchiusa. A conferma che si tratti di una bella invenzione sono le indicazioni dell'estimo del 1418 e 1537 secondo i quali in quel periodo i Foscari non avevano alcuna proprietà in quei luoghi. Baldan fa risalire il nome Malcontenta al fatto che le acque del fiume Brenta giungevano in quel luogo “con massa imponente e disordinata e non potevano essere contenute o malamente contenute”, con derivazione dal latino “male contempta”. Baldan allude anche ad un documento del 1444 in cui si riporta che il Senato veneziano era impensierito per le acque del Brenta che giungevano a Fusina. Nel 1368 il fiume venne deviato, ma continuò a rompere e nel 1444 fu scavata una fossa, che doveva fungere da allegerimento, nella zona in cui iniziava il disordine ovvero dove l'acqua era “male contempta”. La villa comunque non sorse isolata come appare ora, ma era dotata di edifici rustici che formavano una vera e propria piazza, come si evince da una bella incisione del Costa. Nel 1834 fu sede di acquartieramento di truppe austriache; in seguito vennero demoliti gli edifici collegati; infine la famiglia brasiliana dei Landsberg la salvò dal degrado e ne restaurò gli affreschi; ultimamente è tornata ad essere proprietà della famiglia Foscari.


Isabella Lughezzani: l.isabella@itineraridelmistero.com