Questa leggenda si svolge verso la metà del’500 e racconta la vita di una strega
chiamata Micillina, che poteva uccidere le persone con il solo sguardo e deformare
i bambini.
Questa donna viveva con suo marito, ma la loro unione non andava bene. Lui decise
di risolvere i problemi con la forza: prima le diede molte bastonate e poi la
mandò via di casa. Da allora Micillina pensava solo alla vendetta e si rivolse
al diavolo, il quale le suggerì un piano. Micillina si recò quindi al campo dove
lavorava il marito e con una scrollatina all’albero su cui si era rifugiato, fu
subito vedova.
Tempo dopo se la prese col fornaio, il quale andava di casa in casa a prendere
l’impasto da cuocere nel forno del comune. Il fornaio si era recato a casa di
Micillina e non l’ aveva trovata; l’ aveva chiamata più volte, lei sembrava scomparsa.
Il fornaio tornò allora alla sua bottega, ma misteriosamente morì. Tutto il paese
era sconvolto per l’improvvisa morte del fornaio.
Micillina venne arrestata e condannata al rogo. Mentre attendeva il suo destino,
si sentivano nell’aria strane voci e dal cielo cadevano rotoli di spago. Erano
le sue amiche streghe che la chiamavano e le dicevano: “Attaccati, dai, vieni”.
Ma il prete si trovava lì vicino e gettava in continuazione acqua santa intorno
a lei; così la strega fu bruciata.
Il masso dove fu bruciata fu chiamato "Bric d'la masca Micillina", e pare che
ancora oggi si possano vedere delle macchie rosse, che ne’ vento ne’ pioggia cancellano.