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TRENTINO ALTOADIGE - VAL DI PLANOL

L’ALPE DEI NANI

La suggestiva e selvaggia Val di Planol, dopo un lungo letargo invernale si risveglia e come per magia ritrova i colori vivaci dei fiori e il verde del paesaggio. La natura in festa accoglie tutti i suoi ospiti che gioiosamente ripopolano quella terra magica.
Si narra di un nanetto che aveva la sua dimora nell’alpe verde, chiamata ancor oggi “Alpe dei nani”. Il piccolo essere, alto un piede e vestito tutto di verde, era solito visitare una famiglia di contadini di Planol. Saltellando di qua e di là, si infilava nella cucina della contadina facendole mille dispetti e urlando come un disperato per spaventarla fino a farla fuggire in preda al terrore. Il dispettoso nanetto rideva a crepapelle per le sue marachelle e  si divertiva ogni volta ad architettarne di nuovi. Diventava sempre più maligno e sfacciato. Rubava perfino le uova dal pollaio e mungeva di nascosto le mucche lasciando la povera famiglia senza viveri. Il nano agiva indisturbato e nessuno riusciva a fermarlo, neanche i turni di guardia escogitati dalla povera famigliola che, disperata, non sapeva più cosa fare. La contadina si confidò con le vicine che le consigliarono di cospargere la casa con acqua benedetta, ma ciò  aveva effetto a tempo determinato. Anzi il mariuolo si indispettiva e ritornava all’attacco con una ferocia maggiore. Insomma questa donna era disperata e non sapeva che pesci pigliare. Un giorno fortunato arrivò da Malles una donna conosciuta da quelle parti per la sua astuzia. La contadina pensò di chiedere consiglio a lei.
La soluzione fu di creare una trappola, simile a quella dei topi, ma in questo caso per nani. Essendo questi dispettosi, ghiotti di lardo e attirati dal suo profumo,  sarebbe stato semplice indurlo nel tranello. Una volta che il nano fosse in trappola, avrebbe dovuto promettere di non molestare più con i suoi tiri birboni la casalinga. Un accorgimento importante però doveva essere tenuto presente: silenzio assoluto e collocare la trappola davanti la finestra!solo così  avrebbe funzionato sicuramente!
Certa del successo della sua impresa, la contadina eseguì tutto al dettaglio. La cucina era immersa nel più totale buio e silenzio. Come previsto il nano entrò guardingo nella cucina e si tuffò nel profumato lardo, pensando ancora una volta di beffarsi della povera donna. La trappola funzionò perfettamente e il piedino dello sciagurato fu imprigionato senza possibilità di fuga. Il nano rosso di rabbia e sofferenza , cominciò ad urlare e a piangere senza sosta. Cosa mai gli era successo? Perché mai provava dolore? A questo punto la povera contadina impietosita si avvicinò e si fece promettere di non disturbarla più. E così fu. Il nano zoppicante e singhiozzante capì la lezione e non torno più a fare visita alla famiglia.
Se vi capitasse di sostare in queste valli non fateli arrabbiare perché, potrebbero essere molto dispettosi e non chiedetevi mai perché qualche piatto o pentola si rompe più del solito oppure, se nella dispensa manca qualcosa che siete sicuri di avere da poco acquistato. E non pensate di sfuggirgli, vi seguiranno dappertutto…perciò un consiglio…divertitevi con loro!

Simona Ferri: f.simona@itineraridelmistero.com

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